Yoga: un cammino di vita, anzi un volo!

Di | 2018-07-04T15:06:55+00:00 25 giugno 2018|interviste, yoga|

Dalle parole di Elisabetta Cerrone, ideatrice dello Yoga in Volo, Yogini competente ed ispirata, scopriamo le caratteristiche di uno stile di Yoga ricco di benefici.

Il Centro Tao: chi lo conosce sa che si tratta di un importante punto di riferimento  per la pratica dello Yoga a Messina ma sa, anche, che è qualcosa di più di una semplice palestra. Si potrebbe definire come un luogo adatto a ritrovare benessere fisico e spirituale, ad accrescere i propri livelli di conoscenza e consapevolezza, a condividere esperienze di crescita. In questo contesto, non di rado, avviene di poter apprezzare la ricchezza interiore e le doti di alcune persone che dello Yoga hanno fatto uno stile di vita.

Proprio al Centro Tao, abbiamo incontrato Elisabetta Cerrone, ideatrice dello Yoga in Volo e insegnante di Yoga esperta ed ispirata, ed abbiamo voluto porle alcune domande.

Elisabetta, come è iniziato il tuo cammino con lo Yoga?

La mia passione per questa meravigliosa disciplina è nata con me, all’età di 6 anni quando chiesi in regalo alle mie sorelle un libro sullo yoga.

Mi mettevo nella mia cameretta a praticare le asana (soprattutto quelle a testa in giù che erano e sono rimaste le mia passione) e mi divertivo a gonfiare e sgonfiare la pancia come un palloncino. Non sapevo che quello fosse bhastrika pranayama, un potentissimo esercizio di respirazione.

A quei tempi non c’era una scuola di yoga nella mia città così mi iscrissi a danza classica, ma da adolescente, prima di recarmi a scuola incontravo alcuni amici per praticare yoga con  la guida di libri sull’argomento.

Finalmente all’età di 17 anni conobbi un insegnante e iniziai a praticare Yoga con una dedizione ed un amore indescrivibili.

Credo di non aver mai perso una lezione: seguivo il mio maestro ovunque, anche nei vari seminari in giro per le città e in tutti i workshop di approfondimento che organizzava nel suo centro yoga, quando ospitava Guru e Swami Indiani.

Chi sono i tuoi maestri?

Il maestro con cui ho iniziato a praticare è allievo diretto di Swami Wenkatesananda, a sua volta allievo diretto e discepolo di Guru Swami Sivananda, quindi ho potuto respirare la purezza e l’essenza dello yoga tramandato dai Saggi dell’India.

Ho potuto incontrare e attingere da molti Swami indiani che ho ospitato nel mio centro yoga o con i quali ho studiato in India, tra questi: Sharma Yogi, Swami Yogaswarupananda, Swami Laksmi, Yoga Mother ed altri.

Ma anche in Italia ho avuto la fortuna di incontrare splendidi yogi tra cui Roberto e Francesca di Odaka Yoga e Lino Miele di Asthanga Yoga, ed altri ancora, meno conosciuti ma altrettanto speciali.

yoga-in-volo-retiCosa è lo Yoga in Volo?

E’ uno stile di yoga “fantastico” che si pratica su tessuti morbidi e resistenti.

E’ una scuola certificata e registrata in Italia per la formazione di istruttori, nata su iniziativa mia e di Guendalina Stefani.

Circa 10 anni fa, le passioni comuni per lo Yoga e per  il “Volo” mi hanno fatto incontrare Guendalina. Da allora i nostri sogni, a poco a poco, sono diventati realtà.

Con regolarità ed impegno ci siamo incontrate per perfezionare questo stile. Insieme abbiamo trasferito una serie di posizioni Yoga su un tessuto morbido, resistente ed elastico ed è nato così lo “YOGA IN VOLO”.

Il nostro progetto è quello di diffondere il più possibile questa meravigliosa e benefica disciplina in Italia e all’estero, così abbiamo avviato con successo i primi corsi di formazione per istruttori di yoga in volo.

 Quali sono le caratteristiche distintive di questo stile di Yoga?

Questo stile pur guardando al futuro rimane fedele agli insegnamenti degli Antichi Maestri dell’India. Lo Yoga in volo permette di lavorare in scarico regala un grande senso di leggerezza, di libertà e di agilità. Durante le lezioni, si sta sospesi a mezz’aria e si oscilla dolcemente mentre si assumono varie posizioni tra cui quella a testa in giù .

 “Yoga in volo” è movimento in sospensione ovvero sollevati da terra, interrompendo il contatto con il suolo. È la condizione degli uccelli, degli angeli, degli aquiloni, dei sogni… Lo “yoga in volo” permette di lavorare sulle sospensioni che sono di fatto dei momenti di volo. Tutto ciò è possibile grazie a delle particolari amache in tessuto elastico, morbido ed allo stesso tempo resistente, che pendono dal soffitto, sostenendo il corpo o avvolgendolo durante la pratica.

Qual è il ruolo delle amache nelle Yoga in volo?

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Le amache facilitano l’esecuzione delle asana, permettono di lavorare in sicurezza, lasciandosi andare, dondolando liberamente, provando l’ebrezza di sentirsi leggeri e di assumere posture aggraziate ed eleganti.

Qualunque sia la postura assunta sull’amaca, il training offre un grande vantaggio, ad esempio stando sospesi si sfrutta l’azione della forza di gravità a proprio vantaggio e si riduce il carico del peso corporeo. La colonna vertebrale, così come tutte le articolazioni, subisce una benefica decompressione.

 Quali benefici garantisce la possibilità di lavorare in “volo”?

Oltre che regalare un grande senso di leggerezza e di agilità, permette di ritrovare il giusto allineamento corporeo e di mantenere la postura più corretta durante gli esercizi. Inoltre, quando ci si stacca da terra e ci si trova a testa in giù, o comunque in posizioni inconsuete, il corpo avverte una sensazione di instabilità e, per contrastarla, deve attivare la muscolatura del “core” (addome, glutei, parte bassa della schiena).

Dal punto di vista dell’impegno muscolare, eseguire gli esercizi in sospensione può essere considerato un valido allenamento?

Assolutamente  sì: questa sollecitazione che interessa anche le fibre muscolari più profonde, è intensa, continua e importantissima per la sua azione tonificante e rassodante. Ma non solo, i muscoli del “core” infatti sono quelli impegnati ogni giorno nel sostegno della colonna vertebrale e nel mantenimento della postura corretta: rinforzarli è quindi utile per la salute ed è funzionale al benessere quotidiano. L’esercizio yoga in volo ha anche potenzialità antistress: perchè restare a testa in giù o in modo particolare sdraiarsi in “savasana” o sedersi a gambe incrociate nell’amaca, mentre si è sospesi tra cielo e terra, provoca una sensazione di profondo relax.

Come sei arrivata a ideare questo stile?

Sono stata ispirata da due fasi della mia vita: quella in cui ho studiato yoga in India e si praticava spesso con l’ausilio di attrezzi appesi al soffitto come tessuti, corde ed anelli. L’altra fase a cui mi riferisco, è stato un lungo periodo della mia vita che ho dedicato all’arrampicata e all’alpinismo. E’ stato naturale unire tutte le mie passioni in un unico abbraccio d’amore. Infine, dopo alcuni anni che praticavo nel mio centro yoga con tessuti paracadute, è finalmente avvenuto l’incontro con la mia amatissima socia Guendalina. Insieme abbiamo spiccato il “volo” dando vita a questo fantastico stile.

yoga-in-volo-rocciaE’ adatto a tutti?

Certamente! Tutti possono praticare yoga in volo! Occorre solo un requisito, la curiosità e la passione per questo splendido stile!

Ovviamente se ci sono delle patologie vanno considerate opportunamente, ma questo vale per tutte le forme di yoga. In tal caso alcune posizioni saranno semplicemente evitate o modificate, occorre valutare (come si fa anche in una qualsiasi lezione di yoga) eventuali problematiche che andranno analizzate individualmente. In tal caso si avrà l’accortezza di stabilire con cura quali asana sono controindicate e quali particolarmente adatte e terapeutiche per quella particolare patologia.

Cosa è importante nella pratica yoga?

E’ importantissimo eseguire le asana senza ego, ricordando a se stessi di praticare senza sforzo. Questo è solo apparentemente facile perché sin da piccoli ci educano ad essere competitivi e così anche quando manteniamo una posizione abbiamo la tendenza a forzare.

Dovremmo rammentare a noi stessi (e ricordarlo costantemente agli allievi) che “la posizione deve essere confortevole”,  deve predisporci al ritiro dei sensi e della mente e favorire quindi la concentrazione, insegnarci ad annullare l’ego che è causa di ogni sofferenza.

elisabetta-cerrone-volo-yoga“Annullare l’Ego”: come si può ottenere questa condizione?

Quando entriamo in una posizione prendiamoci i nostri tempi, respiriamo profondamente e lentamente, portiamo la consapevolezza sul nostro corpo, sulle parti del nostro corpo che stiamo attivando, dei muscoli che stiamo allungando o fortificando, di quelli che stiamo rilassando, delle articolazioni che stiamo aprendo. Sensibilizziamoci all’ascolto di quelle aree del corpo sulle quali la posizione che assumiamo agisce. Alleniamoci a percepire le resistenze nel nostro corpo, a rispettarle, a respirare su di esse, e gradualmente esse diminuiranno permettendoci di approfondire la postura. Ogni asana dovrà donarci gioia, pace essere fonte di un grande senso di benessere.

Cosa consiglieresti per eseguire le Asana in modo ottimale?

Eseguiamo le asana rimanendo rilassati, questo non significa che nelle posizioni non ci sia sforzo perché il lavoro sul corpo è intenso, ma dobbiamo imparare ad attivare solo i muscoli corretti, quelli che la posizione specifica ci chiede di utilizzare, mantenendo invece gli altri rilassati.  Prima di iniziare sediamoci nell’amaca nella posizione del bozzolo, e dedichiamo del tempo all’introspezione e al rilassamento attraverso gli esercizi di respirazione, predisponiamoci alla pratica con un atteggiamento mentale positivo e di grande apertura. Saremo più rilassati e potremo praticarle senza tensioni.

Cosa accade, invece, in condizione di “sforzo”?

Se forzassimo, saremmo tesi, respireremmo male, finiremmo per attivare anche i muscoli non coinvolti producendo tensione nel corpo e agitando la mente. Se ciò accadesse, ricordiamoci di respirare utilizzando la respirazione yogica completa (respiro circolare trifasico), la nostra mente tornerà calma e rilassata. Ricordiamo che non esiste una posizione perfetta, esiste la posizione giusta per noi! Ognuno di noi ha infatti una struttura scheletrica e muscolare diversa. Curiamo gli allineamenti ma non preoccupiamoci se gli altri si piegano più di noi, lo yoga non è un insieme di posizioni contorte e l’asana è solo un mezzo per raggiungere un fine ben più elevato: “la trascendenza”.

Come spiegheresti cosa è un’Asana a chi si accosta allo Yoga?

Le asana sono le posizioni o le posture da assumere in alcune forme di yoga. Esse hanno un ruolo molto importante: sono il primo momento di meditazione che sperimentiamo praticando lo yoga. Un modo per imparare a percepirci, ascoltarci, prima a livello fisico e posturale, poi per espandere la nostra consapevolezza nell’oltre e ad andare sempre più in profondità dentro noi stessi. Le asana quindi se praticate in modo corretto agiscono non solo sul corpo ma anche sulla sfera mentale, emotiva e spirituale.

Puoi parlarci di come si struttura una lezione di Yoga in Volo?

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Si inizia accoccolati nel “bozzolo” una posizione dove l’amaca ci accoglie come in un caldo abbraccio e dove la voce dall’insegnante guida l’allievo verso un crescente senso di abbandono e un profondo rilassamento, attraverso tecniche di respirazione, visualizzazione, mantra, ecc…

Successivamente si praticano le asana di riscaldamento per progredire via via che le resistenze fisiche e mentali diminuiscono verso posizioni più avanzate. Alcune asana saranno attive , cioè chiederanno un impegno muscolare e scheletrico per attivare il corpo a contrastare l’azione deleteria della forza di gravità. Altre saranno passive cioè chiederanno un completo e totale abbandono alla forza di gravità affinchè essa possa agire beneficamente su di noi permettendoci di sperimentare attraverso l’arrendevolezza e l’abbandono anche un piacevole allungamento della colonna vertebrale e dei muscoli.

Come si concludono le lezioni?

“Savasana” concluderà ogni lezione: saremo comodamente sdraiati nel caldo abbraccio dell’amaca che ci farà sentire al sicuro, amati e protetti, saremo sospesi a mezz’aria tra la terra il cielo, come farfalle e potremo sperimentare un benefico senso di leggerezza e libertà. Il rilassamento guidato dalla voce dell’insegnante, ci farà percepire e quindi rilassare tutte le aree tese del corpo, ad abbandonare attraverso un respiro consapevole, ogni tipo di resistenza che il corpo ha assorbito e che ancora trattiene.

Sembra molto semplice e piacevole, vero?

Quella che appare come una posizione estremamente semplice di fatto non lo è perché durante il giorno, per settimane, mesi ed anni della nostra vita accumuliamo talmente tante tensioni e stress da non essere più neanche capaci di riconoscerle e quindi di rilasciarle. Per questo motivo la voce soave, calda e rassicurante di un insegnante che guidi gli allievi verso un profondo stato di rilassamento è fondamentale.

yoga-in-volo-meditazioneQuali sono le differenze tra lo Yoga in Volo e lo Yoga tradizionale?

L’amaca ci permette , come qualsiasi attrezzo utilizzato nella pratica yoga di perfezionare la postura e migliorare gli allineamenti. L’utilizzo di attrezzi nello yoga è infatti concepito per rendere la pratica delle asana accessibile a tutti e per trarne il massimo beneficio, in quanto gli attrezzi aiutano a ritrovare stabilità, ad allineare il corpo e a perfezionare le posture, a ricercare un miglior equilibrio con un minor sforzo muscolare.

Perché è così importante un buon allineamento?

Un allineamento corretto favorisce la circolazione, crea maggior spazio all’interno della cavità toracica e addominale e tra le vertebre, apporta un più equilibrato e libero afflusso di energie, accrescendo salute e benessere. Inoltre, l’esecuzione corretta di un’Asana, aumenta la consapevolezza del proprio corpo.
Allineando il corpo, automaticamente si influenza anche la mente e ciò porta a sviluppare una maggior capacità di concentrazione.

La pratica dello “Yoga in volo” comporta anche altri vantaggi?

Vorrei sottolineare un aspetto importantissimo: le Asana in cui sperimentiamo l’abbandono, hanno un forte impatto emotivo in particolare sulle persone rigide e tese, l’arrendevolezza e l’abbandono risultano essere per moltissimi allievi alquanto difficili da attuare perchè abituati a trattenere nevrosi, tensioni e stress psico-fisico. Quando l’allievo piano piano riesce a lasciarsi andare, ad abbandonarsi ad esempio in una inversione, spesso ha esplosioni di pianto o di gioia, perché sta liberando finalmente quelle energie trattenute e imprigionate dentro di se, quelle emozioni cristallizzate dentro di sè da troppo tempo, spesso da tutta la vita e che chiedevano solo il diritto di esistere. Energie bloccate che se ristagnano creano sofferenza e malattia, se liberate tornano a fluire e diventano energia creatrice e guaritrice.

Durante una seduta di yoga in volo si pratica anche la meditazione?

Assolutamente sì, come ho spiegato prima, la meditazione si pratica all’inizio nella posizione del bozzolo e al termine della lezione dove non può mancare Savasana, ma torno a sottolineare che l’intera lezione è meditativa.

Quando la mente è concentrata sulle posizioni che assumiamo, in realtà le asana sono la prima forma di meditazione che il praticante yogi sperimenta iniziando a spostare l’attenzione dall’ambiente circostante su se stesso, dai pensieri al corpo che assume quella tale posizione, su quali muscoli stanno lavorando, quali si stanno rilassando, su quando sta forzando per tornare ad una posizione giusta per se, fino ad assaporare piacevolissime sensazioni fisiche, fino ad immergersi nella pienezza e nella bellezza del presente, fino a percepire attraverso l’asana che il corpo è il tempio dell’anima, che va trattato con cura e con rispetto, con gentilezza amorevole.

È giusto, dunque, considerare le Asana qualcosa di più di semplici esercizi muscolari?

Il corpo è quel meraviglioso strumento che ci permette di fare l’esperienza terrena a noi che siamo l’infinito. Quando eseguiamo le asana con questa consapevolezza scopriamo che esse non sono il fine ultimo dello yoga ma un mezzo per raggiungere stati più elevati di consapevolezza.

Spesso utilizzo le amache anche nelle mie lezioni di pranayama e  meditazione, gli allievi gradiscono moltissimo.

Sarebbe opportuno praticare parallelamente allo yoga in volo un percorso con lo yoga tradizionale?

Secondo me sì, perché lo yoga integrale è alla base di qualsiasi stile, però devo sottolineare e chiarire che yoga in volo si impegna a tramandare gli insegnamenti dello yoga della tradizione e dei grandi Maestri dell’India anche attraverso l’utilizzo di amache. Come ho già spiegato, in India ho praticato con Maestri che mi hanno fatto appassionare all’uso degli attrezzi. Insomma Yoga è un concetto universale, è luce gioia e amore e dopo averlo acquisito lo puoi e lo devi portare ovunque nella tua vita, in qualsiasi cosa che fai. L’essenza dello yoga è ritrovare la scintilla divina dentro di noi, ricontattare la luce dentro di noi e permetterle di espandere e brillare affinchè illumini come un faro potente i nostri cuori, il mondo intorno a noi,  l’intera esistenza.

yogainvolo-elisabettaAlcuni stili di yoga aereo ricordano più una forma di fitness, cosa è che invece rende lo yoga in volo cosi yogico?

Questi stili hanno in comune una pratica eseguita con le amache, ovvero con tessuti elastici, morbidi e resistenti, hanno ovviamente un brevetto che li differenzia.

Ogni allievo potrà richiedere informazioni dagli insegnanti che li propongono e scegliere liberamente con quale stile si sentono maggiormente in sintonia. Ricordiamoci però che la parola yoga ha un “significato”, che il termine yoga è stato esageratamente abusato e che se utilizziamo la parola “yoga” dovremmo restituire ad essa un senso. “Yoga” non è un mero esercizio fisico ma una pratica che comprende e abbraccia la totalità del nostro essere, non è benefico solo per il nostro corpo ma anche per la nostra mente. Lo yoga è conoscenza di se, è ascolto, è gentilezza amorevole, rivolta non solo a se stessi ma ad ogni forma vivente e ad ogni creatura che vive nel cuore di  questo meraviglioso universo. Questo differenzia yoga in volo da altre forme aeree.

Qual è la cosa più affascinante dello Yoga in Volo e perchè ti piace insegnarlo?

Il motivo per cui mi piace insegnare yoga in volo…Bella questa domanda, per rispondere dovrò entrare un po’ nella mia vita personale.

Come ho già raccontato l’idea è nata dall’unione di due passioni:  lo yoga (soprattutto nella formazione in India dove ho praticato anche con corde, anelli e con tessuti simili a lenzuoli appesi alle grate delle finestre e al soffitto) e l’alpinismo.

Andavo ad arrampicare col mio compagno che era una guida alpina. In un tragico incidente lui, precipitando da una montagna ha perso la vita. Ho smesso di scalare. Sentivo il bisogno di trasformare quel dolore lacerante che mi divorava ogni giorno, così nel corso degli anni a venire, in maniera del tutto naturale, le due esperienze si sono unite in matrimonio, in questo stile infatti si utilizzano ganci, moschettoni, corde e fettucce daisy chain, ecc… Insomma alcuni attrezzi utilizzati anche in alpinismo.

yoga-in-volo-elisabettaÈ corretto, allora, affermare che il tuo approccio allo Yoga è fortemente improntato all’Amore?

Esatto! Come si può facilmente intuire, amo lo yoga in volo perché tiene vivo l’amore vero che ho conosciuto e vissuto con la mia anima gemella, che era una creatura meravigliosa. Mi sento una privilegiata per aver potuto assaporare un Amore così grande, ultraterreno.

Il mio Maestro; Guru Sharma Yogi mi disse “Questo amore figlia mia non può andare sprecato, tu che l’hai vissuto hai conosciuto l’amore vero, tu ora puoi e devi donarlo agli altri, altrimenti il vostro incontro sarà stato vano”.

Ecco, quelle parole mi hanno profondamente colpita, ne ho compreso il senso e da allora io provo e spero di riuscire a trasmettere almeno un po’ di quell’amore agli allievi.

Qual è, per te, il valore aggiunto dello “Yoga in Volo” rispetto agli altri stili?

Mi affascina il senso di leggerezza e libertà che l’amaca mi regala quando mi abbandono ad essa, a volte regredisco al momento in cui ero un feto nel ventre di mia madre e rivivo quell’esperienza mistica di sentirsi avvolti e protetti nel liquido amniotico. Adoro essere abbozzolata durante il rilassamento. E’ una vera e propria magia, mi sento letteralmente avvolta da un abbraccio amorevole, dolcemente sostenuta e accolta dal tessuto che essendo elastico si adatta alle forme del corpo per contenerci nel migliore dei modi e favorire una postura davvero confortevole, la comodità è infatti il prerequisito fondamentale per poter sperimentare l’abbandono. Inoltre il tessuto che è agganciato al soffitto, ci permette di sperimentare la sospensione, ovvero la condizione di non contatto con il suolo, praticamente si “Vola”… mentre si resta sospesi a mezz’aria, dolcemente cullati dall’insegnante e dall’amaca, ci si sente leggeri e liberi come farfalle! Da qui il nome “Yoga In Volo”.

Adoro insegnare yoga in volo perché per me è il figlio dell’Amore, perché è ciò che amo e che mi rende felice. Perché vedo gli allievi trasformarsi grazie alla pratica e brillare ogni giorno di più della loro luce interiore.

Ma i benefici fisici, in termini oggettivi, quali sono?

Il primo fra tutti è che possiamo praticare le inversioni senza comprimere la colonna vertebrale, al contrario la allunghiamo senza sforzo dal coccige fino al collo, semplicemente sfruttando l’azione della forza di gravità. Questa caratteristica rende le posture inverse accessibili anche a chi ha problemi al collo ed è impossibilitato a praticarle a terra.

Ci aiuta a sviluppare forza nelle braccia poiché vengono utilizzate spessissimo per sollevare il corpo.

E dal punto di vista psicologico quali effetti produce?

L’amaca è di grande efficacia per contrastare lo stress quotidiano, in quanto nelle posizioni passive impariamo ad abbandonarci ad essa. Il movimento che produce mentre ci mantiene sospesi a mezz’aria favorisce il nostro rilassamento. In modo particolare quando siamo distesi in Savasana l’amaca ci accoglie come un caldo abbraccio mentre l’insegnante ci culla, in quei momenti ci sentiamo al sicuro, amati e protetti.

Ci aiuta a sperimentare l’abbandono, a sciogliere le nostre resistenze, ci insegna ad avere fiducia in noi stessi, a lasciarci andare e per questo lo “Yoga In Volo” ha forti implicazioni emotive. Poco a poco, grazie anche ad un respiro consapevole, l’energia bloccata che ristagna in noi viene liberata e ricomincia a fluire nel corpo. Anche le emozioni che si sono cristallizzate nel tempo dentro di noi formando dei blocchi energetici vengono finalmente liberate.

C’è anche un interessante aspetto ludico e giocoso da considerare tra i benefici di questo fantastico stile, mentre oscilliamo ritorniamo un po’ bambini, riprendiamo contatto col fanciullo che è dentro di noi, avvertiamo nuovamente quelle bellissime sensazioni di quando eravamo spensierati e ancora liberi da qualsiasi condizionamento.

Come conosci Vincenzo Citto ed il Centro Tao?

Ho avuto il grande privilegio di conoscere Vincenzo Citto quando si è iscritto ad uno dei nostri corsi di formazione per diventare insegnante di yoga in volo. E’ stato facile adorarlo perché ritengo che lui sia l’essenza dell’amore, Vincenzo esprime ciò che lo yoga insegna, lui semplicemente è yoga. Questa intesa umana e spirituale che c’è tra noi ha fatto si che ci incontrassimo ancora, mi ha accolto nella splendida Sicilia e più precisamente a Messina nel suo Centro Yoga Tao  dove ha organizzato workshop di yoga in volo dandomi la possibilità di conoscere alcuni dei suoi straordinari allievi. “Grazie Vincenzo, mi hai accolta come una sorella e mi hai fatto sentire a casa e molto amata”. Questa fratellanza non finirà mai, anch’io ho invitato Vincenzo in Abruzzo nel mio centro yoga per un workshop di Acro Yoga e Massaggi Thai.

Chi  l’ha conosciuto si è innamorato di lui(è impossibile che questo non accada). A breve potrò riabbracciarlo perché tornerà per una formazione di Thai Massage. Vorrei dire a tutti i suoi allievi che sono fortunati perché praticano con un vero insegnante di yoga, VINCENZO è UN SOLE CHE ILLUMINA E RISCALDA TUTTI I CUORI.“ Grazie esistenza che mi hai fatto incontrare Vincenzo”

Vi ringrazio di aver dedicato il vostro prezioso tempo alla lettura di questa intervista e ancora ringrazio Vincenzo Citto. Vi saluto con il cuore e con la mente. Un abbraccio di luce.

Namastè

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Chi è l' Autore:

Vincenzo
Ciao sono Vincenzo Citto, il mio nome in sanscrito è VINAYAKA e mi è stato assegnato dai monaci che ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino i quali mi guidano nella meditazione e sono i miei maestri nel Tantra Yoga. Grazie allo Yoga ho trovato la direzione sana e ricca da dare alla mia esistenza e mi trovo, adesso, a percorrere questo luminoso cammino verso la consapevolezza, senza sforzo e senza rinunce ma con pienezza, serena accettazione e amore per la vita.

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