[SCARICA GRATIS IL CALENDARIO] Il digiuno secondo la disciplina dello Yoga, oltre ad essere funzionale al benessere fisico, è un efficace strumento per rendere la mente più pura. Scopri come  praticarlo  in armonia  con i cicli della natura, per trarne tutti i benefici in termini di  prevenzione, guarigione, rigenerazione.

Nello Yoga il digiuno è considerato una pratica “psicospirituale”: il giorno del digiuno viene detto in sanscrito “UPAVASA” upa=vicino, vasa=dimora divina, in quanto questa pratica consente di avvicinarsi al Divino.

Il digiuno permette di purificare corpo e mente, congiunto alla pratica costante di Asana (postura), alla Meditazione e all’Igiene.

Inoltre, determina il riposo dell’apparato digerente facilitando così l’espulsione delle tossine accumulate.

Quando effettuare il digiuno?

I giorni adatti al digiuno, secondo lo Yoga, dipendono dalle fasi lunari in quanto il nostro corpo è costituito per oltre il 70% di acqua che, come sanno bene gli agricoltori, risente delle influenze della luna i cui influssi  sulla trasformazione linfatica del nostro organismo sono ormai accertati.

Secondo la Scienza dello Yoga, l’undicesimo giorno dopo la luna piena e dopo la luna nuova sono i giorni ideali per la pratica del digiuno.

Nel giorno di EKADASHI (Eka=1), (Dashi=10) la ghiandola pineale secerne un ormone che procura una esperienza mistica a coloro che digiunano e meditano con costanza.

Quindi digiunando in prossimità di queste fasi lunari, la linfa vitale Shukra va a nutrire i centri spirituali più sottili del praticante, inoltre così come il corpo si purifica dalle tossine, anche la mente elimina i pensieri disturbanti.

Durante la pratica del digiuno bisogna evitare sforzi fisici e dedicarsi maggiormente alle pratiche spirituali.

Chi può praticare il digiuno?

Per praticare il digiuno con regolarità è importante godere di buona salute e praticare uno stile di vita sano.

Nel Tantra Yoga, i soggetti esenti da disturbi cardiaci e renali possono praticare il digiuno a secco astenendosi anche dai liquidi.

I bambini e le donne in gravidanza o in allattamento devono astenersi dal digiuno.

Le modalità

Se si è nuovi a questa pratica bisogna avvicinarsi gradualmente, mangiando le prime volte della frutta, poi in seguito bevendo acqua e dopo aver maturato una certa esperienza passare al digiuno a secco.

Per terminare il digiuno, bisogna seguire un procedimento ben preciso:

  1. Lavare i denti e la bocca al mattino per eliminare le tossine evaporate durante la notte.
  2. Bere circa un litro di acqua tiepida e sale con succo di limone per pulire l’intestino e creare una azione lassativa.
  3. Dopo mezz’ora mangiare una banana matura senza masticarla troppo così da stimolare l’evacuazione dell’intestino ed ottenere un effetto benefico sulla mucosa gastrica.
  4. Prima di fare colazione aspettare l’evacuazione per evitare di riassorbire le tossine.
  5. Dopo l’evacuazione, la colazione ideale è a base di frutta fresca e yogurt.
  6. Pranzare con verdure e riso per remineralizzare l’intestino.

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I principi

Come le maree sono influenzate dalle fasi lunari così, allo stesso modo, l’attrazione lunare ha i suoi effetti nel nostro corpo formato per il 75% da acqua. Nei giorni di luna piena (in sanscrito: Purnima) e luna nuova (in sanscrito: Amavasya), l’effetto dell’attrazione lunare è al massimo ed è in questi giorni e nei giorni immediatamente precedenti che la parte liquida del nostro corpo è attratta verso l’alto. In questo periodo molti di questi liquidi, specialmente i succhi gastrici, hanno un effetto negativo sul corpo e sulla mente.

Il digiuno completo, cioè senza acqua, praticato nell’undicesimo giorno (in sancrito: Ekadashii) dopo la luna nuova e luna piena, aiuta a creare un vuoto nello stomaco, concorrendo così ad evitare che i liquidi corporei vengano attratti verso l’alto.

I periodi di digiuno sono propizi alle pratiche contemplative ed è quindi consigliabile dedicare in questi giorni più tempo alle passeggiate all’aria aperta, attività creative, lettura di libri, ascolto di musica e soprattutto alle pratiche spirituali(fonte: “Ananda Marga Italia”).

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