Tutto quello che devi sapere sulla Meditazione Yoga

Di |2018-04-27T15:40:17+00:0019 febbraio 2018|meditazione, yoga|

Una pratica che genera effetti benefici sul nostro benessere psicofisico. Ne parliamo con due Maestri, Monaci Yoga, prossimamente ospiti del Centro Tao di Messina.

Tra i molteplici eventi organizzati dal Centro Tao, Associazione attiva nella diffusione della pratica e dello conoscenza dello Yoga a Messina, si inserisce un imperdibile  incontro con due Monaci Yoga: l’italiano Dada Ganadevananda e il vietnamita Dada Devarainjan. Giorno 27 Febbraio, al Centro Tao – Messina, dalle h 18 alle h 20, si affronterà insieme ai due autorevoli ospiti un argomento di sicuro interesse: si può migliorare la propria vita con la pratica Yogica? come si effettuano la meditazione e la pratica quotidiana? Ho incontrato in anteprima i due Monaci per ascoltare le loro risposte ad alcuni basilari interrogativi sulla tematica.

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Dada-GanadevanandaVincenzo Citto intervista Dada Ganadevananda

Il Monaco Yoga preannunciato tra i protagonisti del Karma Yoga Festival (10-11 Marzo), il festival di beneficenza che si terrà al Centro Tao di Messina radunando insegnanti da tutta Italia a sostegno del progetto sociale La sorgente del lavoro,  ha risposto  alle nostre domande: VC: Per quale motivo ci si dovrebbe avvicinare ad un percorso di meditazione? A quale scopo apprendere questa tecnica? DG: La tecnica di meditazione è veramente semplice ma molto efficace. La sua forza è la possibilità di sviluppare l’intuizione e la capacità di vivere il momento presente, l’unico spazio in cui si possa costruire la qualità del proprio futuro individuale e collettivo. I corsi sono mirati a stabilire l’indispensabile continuità meditativa e in particolare il consolidamento della motivazione necessaria a questa, poiché sono tante le distrazioni e i dubbi che ci assillano in continuazione.    VC: Ci puoi raccontare com’è nato il tuo interesse per la meditazione? DG: Il mio interesse per la meditazione è nato 35 anni fa. Ero spontaneamente attratto dalla contemplazione e dal rispetto della natura. Ben presto sono giunto all’incontro con la tradizione dello yoga: come si legge negli antichi testi yogici, quando l’allievo è pronto, il maestro è obbligato ad apparire. In quest’ambito, infatti, è difficile navigare senza delle chiare indicazioni e senza l’amorevole e disinteressato sostegno di un maestro. VC: Consiglieresti ad altri giovani di intraprendere questo percorsi? Che cosa consiglieresti a chi volesse farli? DG: Sicuramente! In realtà nello yoga la componente di studio inteso come apprendimento di nozioni teoriche non è così fondamentale come in altre discipline. Ciò che produce i migliori risultati è l’impegno alla pratica costante. In altre parole, ciò che conta è applicare con consapevole sincerità  poche e semplici regole per lo stile di vita. Il resto vien da sè, un poco alla volta, e spesso è notato più dagli altri che da noi stessi, poiché sono loro che si accorgono della positiva trasformazione a 360 gradi in atto.   VC: Qual è in sintesi, secondo te, il messaggio di fondo di questa disciplina? DG: Il messaggio è davvero ampio poiché riguarda la qualità della propria vita, sia quella interiore sia quella che si esprime nelle relazioni con il prossimo. Progredire direttamente verso la propria meta esistenziale, ad esempio, può sembrare una cosa marginale, ma in realtà è un fantastico ingrediente che migliora tutti gli aspetti della vita umana: l’armonia familiare, le amicizie, lo studio, il lavoro, il proprio contributo verso la società.   VC: Quali ragioni esistenziali e quali motivazioni spirituali hanno portato te alla meditazione? DG: Nel mio caso la ricerca di uno stile di vita anticonformista è stata stimolata dal rispetto per la vita degli altri, inclusi gli animali e l’ambiente, e dalla necessità di contribuire allo sviluppo di un mondo migliore partendo da me stesso. Sono diventato vegetariano a 17 anni quando, avendo preso coscienza dell’inevitabile violenza che si cela dietro il consumo di carne, ho scelto di escludere tale elemento dalla mia vita. Per fortuna la cultura alimentare mediterranea offre infinite alternative alla carne.  Il mio interesse alla spiritualità che, come succede a tanti, era in qualche modo dormiente, si è palesato grazie all’incontro con il mio maestro. Le sue straordinarie qualità umane e spirituali hanno stimolato il mio desiderio di migliorare me stesso. È seguita la mia scelta “libera e liberante” di diventare un monaco: una rinfrescante prospettiva di vita altruistica.

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VC: Viviamo in un mondo pieno di conflitti e ingiustizie sociali, che cosa fa un monaco per migliorarlo? DG: Quello del monaco/a è un bellissimo e difficile mestiere: vivere una vita d’integrità etica e spirituale che possa in qualche modo servire da esempio a chi si sente insoddisfatto o disilluso dalle chimere della felicità materialista, da quell’approccio egoistico che da un po’ di tempo viene spacciato come l’unico metodo per aver successo nella vita. Il  monaco/a è una figura neutrale e ben disposta a guidare chiunque voglia condurre la propria vita in modo davvero umano e ispirante per se stessi e per gli altri.  Il monaco/a vive dunque nella società ma non le appartiene, insomma una vita non comune che però è aperta a chiunque senta tale richiamo. Un mestiere che è sì antico, ma anche assolutamente attuale.  

…Sono interessato all’incontro!

VC: In che cosa consiste la tua meditazione? DG: La mia meditazione non è diversa da quella che insegno gratuitamente a chiunque ne sia sinceramente interessato. Consiste in sei lezioni da praticare due volte il giorno; quattro volte nel caso dei monaci/monache. Si basa sull’utilizzo di uno o più mantra, brevi frasi o parole con significato di grande impatto energetico e spirituale, che vanno ripetute secondo un semplice metodo di autosuggestione. I benefici della meditazione sono tanti. Fra essi vi è l’espansione della mente e della consapevolezza di essere umani ovvero imperfetti ma capaci di arrivare alla perfezione tramite la piena coscienza del Divino.   VC: Come hai conosciuto il Centro Tao di Messina? DG: Si potrebbe dire che è avvenuto “casualmente” ma chiunque abbia sperimentato la magica connessione che ci lega a tutta la creazione, sa bene che non esiste il caso. Ognuno di noi ha davanti a sè un’infinita serie di porte aperte che ci conducono a un futuro condiviso, fatto anche di difficoltà ma sempre capace di farci progredire.   VC: Di cosa parlerai nella conferenza del 27 Febbraio? DG: A dire il vero non so mai con precisione di cosa parlerò, poiché ciò viene in qualche modo ispirato e quindi determinato da chi viene ad ascoltare. Certamente riguarderà la motivazione a lavorare su se stessi con le meravigliose pratiche dello yoga, non solo per sviluppare individualmente una migliore salute fisica e un più stabile equilibrio psichico ed emotivo, ma soprattutto per poter contribuire in modo più determinante alla qualità del nostro vivere comune.      VC: In cosa consiste il progetto “La sorgente del lavoro” (già discusso qui)? DG: Questo progetto nasce dalla convinzione che fondamentalmente tutti gli esseri umani siano attratti dalle qualità positive e dall’altruismo, e che il grado di sviluppo delle stesse dipenda in larga parte dalle circostanze esterne, dalla presenza di un credibile buon esempio. Il quartiere a cui è diretto il progetto è storicamente condizionato dalla malavita in tutte le sue peggiori accezioni. Lì, spesso, i bambini crescono seguendo quei parametri  di comportamento. Noi vogliamo fornire una visione e una pratica alternativa, senza cadere nel paternalismo morale che non piace a nessuno, e con tanta amorevole pazienza. Solo con il tempo si può sperare di sostituire le cattive abitudini con altre più positive e “liberanti”.  VC: In che modo è possibile aiutare i giovani attraverso il progetto? DG: Ecco, un altro aspetto fondamentale del progetto è il voler fornire un’alternativa a chiunque sia stanco del mero lamentarsi delle cose che non vanno. La possibilità di contribuire in prima persona a migliorarle, investendo sull’educazione pratica ed emancipazione dei meno fortunati. Oggi non è così semplice aiutare il prossimo, ci vuole tempo per trovare le occasioni; il progetto “La sorgente del lavoro” è proprio un’utile opportunità per chi crede nel futuro. Il modo migliore di aiutare è dunque impegnarsi nelle varie attività del progetto o, se non è possibile, di sostenerlo economicamente.   VC: Al Karma Yoga Festival terrai una lezione sullo stile di vita yogico. Puoi accennare qualcosa in più? DG: Illustrerò alcuni dei suoi aspetti fondamentali, tutti alla portata di chiunque sia pronto ad adottarlo con un po’di sincerità. Poi parlerò della sua assoluta efficacia nel fornire tutti gli strumenti utili per vivere una vita piena, libera dalla sensazione di solitudine che invisibilmente pervade le relazioni umane di oggi, grazie al costante contatto e incoraggiamento della parte più affidabile di noi stessi: la coscienza. Inoltre praticheremo assieme la meditazione, poiché la teoria ha un senso solo se seguita dall’applicazione pratica su se stessi.  VC: Perché è importante il contributo di tutti per il bene della collettività? DG: Gli altri siamo noi: prima riusciremo a comprendere questa  verità fondamentale e largamente ignorata, prima vivremo in una società veramente umana, basata sul rispetto e sulla benevolenza reciproci. Tutto il resto è miope egoismo, spesso a scapito del benessere collettivo. Purtroppo specialmente da noi si pensa che se siamo furbi abbastanza da farla franca, tutto sia a posto. Invece ogni azione antisociale prima o poi si paga, o direttamente o attraverso la propria discendenza, che dovrà affrontare la degenerazione collettiva che si è contribuito a generare con la propria ‘”furbizia”. 

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===> Voglio esserci all’incontro!

Dada-Devarainjan

Vincenzo Citto intervista Dada Devarainjan

Il monaco yoga Ananda Marga, originario dal Vietnam, lavora in Italia da un anno. Viaggiando in diverse località ne ha cominciato a conoscere lingua e psicologia, incontrando quotidianamente persone che desiderano cambiare se stesse e aiutare gli altri. Ecco cosa ci ha raccontato: VC: Parlaci della tua esperienza in Italia. Cos’è successo? Hai incontrato collaborazione o difficoltà? DD: L’Italia per me è viaggiare e viaggiare, spendere un sacco di energia per parlare. Ma le persone hanno il cuore caldo. Ho trovato grande ospitalità. Per un po’ di tempo, la diversità culturale ha reso il lavoro più difficile, ma cercare di capire gli altri dà sempre grandi risultati. VC: Quali differenze hai riscontrato tra l’esperienza vietnamita e l’esperienza italiana? DD: Sono due realtà molto distanti. La mia vita quando ero in Vietnam era del tutto diversa. VC: Come si svolgono questi percorsi di meditazione e qual è il loro scopo specifico? DD: La meditazione, quando inizi a farla, ti cambia la vita.  Vorremmo che sempre più persone praticassero la spiritualità VC: Puoi dirci in che modo è nato il tuo interesse per la meditazione? DD: Ricordo che già fin dall’infanzia mi piaceva apprezzare il silenzio e stare seduto in pace… VC: Consiglieresti ad altri giovani di seguire questo percorso? Cosa consiglieresti a coloro che vorrebbero farlo? DD: Io ho iniziato a meditare quando avevo 21 anni, sono felice della mia scelta e di questo percorso. Serve la pazienza che spesso manca. Nel tempo moderno tutto è veloce, viviamo nel mondo trascurando la nostra vita. Il mio Guru mi disse che prima avrei iniziato la meditazione e meglio sarebbe stato! VC: Qual è in sintesi il messaggio di fondo che pensi emerga da questa disciplina? DD:  Diventare una brava persona è eccitante, ma difficile, ma una volta che una persona assapora il gusto della felicità che ognuno desidera, si può sperimentare un senso estremo di soddisfazione. Bisogna vivere per compiere il bene: essere buoni per se stessi e per la società. Ognuno di noi dovrebbe praticare la meditazione. In questo modo la società può diventare una famiglia. VC: Quali ragioni esistenziali e quali motivazioni spirituali ti hanno portato alla meditazione? DD: Vorrei essere una brava persona, avere il potere di aiutare gli altri. VC: Viviamo in un mondo pieno di conflitti e ingiustizie sociali. Cosa fa un monaco per migliorarlo? DD: Per cambiare una società, bisogna prima cambiare se stessi. La prima cosa è la motivazione, mi mantiene forte nel mondo dei conflitti “temporaleschi”. Io faccio qualunque cosa possa servire ad aiutare gli altriNaturalmente diffondere la nostra filosofia e propagare la nostra missione è un buon modo per risolvere i problemi mondiali. VC: In cosa consiste la tua meditazione? DD: Meditazione, contemplazione, ripetere il mantra il più spesso possibile! VC: Come hai conosciuto il Centro Tao Messina ? DD: Tu, mio grande amico Vincenzo Citto Vinayaka che mi hai invitato qui e mi hai dato questa possibilità. VC: Di cosa parlerai nella conferenza del 27 febbraio? DD: Tutti vogliono raggiungere la felicità.  Parlerò di come trovare la felicità attraverso la pratica spirituale.

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Chi è l' Autore:

Vincenzo
Ciao sono Vincenzo Citto, il mio nome in sanscrito è VINAYAKA e mi è stato assegnato dai monaci che ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino i quali mi guidano nella meditazione e sono i miei maestri nel Tantra Yoga. Grazie allo Yoga ho trovato la direzione sana e ricca da dare alla mia esistenza e mi trovo, adesso, a percorrere questo luminoso cammino verso la consapevolezza, senza sforzo e senza rinunce ma con pienezza, serena accettazione e amore per la vita.

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