“Lokah Samastah” è il nuovo singolo del rapper messinese Vinayaka, in collaborazione con il rapper Moskella e la cantante Agnese Carrubba, con la produzione musicale di J Wolf recording Studio. 

Gli autori si immedesimano nelle storie di alcuni migranti, nella loro disperazione, ma anche nella speranza e nella esemplare tenacia di chi non cerca pietà: solo umana comprensione. Nonostante il vivo e traumatico ricordo delle torture in Libia, del mare insidioso e – a volte – funesto, la spinta verso la luce della libertà prevale.

La mia prigione non ha sbarre d’oro, puzza di sangue, piscio, morte, disperazione, odio, ho una ferita nel cuore, ma tanto amore da dare, ho rischiato la vita per farmi una vita, cerco una via d’uscita

D’altra parte, l’idea mitizzata di un occidente democratico e caritatevole si scontra con il pregiudizio, con  l’atteggiamento razzista o indifferente di parte della popolazione, con la cieca severità di istituzioni e leggi che criminalizzano i fenomeni migratori fino, in alcuni casi, alla carcerazione.

La durezza della realtà, incisa nelle strofe rap, è mitigata dalla dolce melodia del ritornello, un mantra in sanscrito  –  “possano tutte le creature dell’Universo essere libere e felici” – che incoraggia e fa apparire possibile, vicina e, anzi, quasi tangibile l’agognata liberazione.

Il brano è accompagnato dal suggestivo video curato da Morgan Maugeri e Gaetano Sciacca, coadiuvati dalla truccatrice Mariangela Nanì, con la performance di danza di Piera Costantino.

Non credere a chi vuole farmi credere nemico, io chiedo solo pace e prego che il sole ritorni, meglio morire in mare che morire tutti i giorni