Sette cose da sapere per conoscere lo Yoga Terapeutico

Di | 2018-04-29T18:55:18+00:00 2 gennaio 2018|interviste, yoga, yoga terapeutico|

L’interesse per gli aspetti terapeutici dello Yoga è in forte crescita. Scopriamo insieme quali benefici esso può apportare alla nostra salute, con un’intervista ad uno degli esperti più preparati in materia.

[INTERVISTA A CURA DI VINCENZO CITTO] Si avvicina ormai un importante appuntamento con lo Yoga terapeutico a Messina: Sabato 13 e Domenica 14 Gennaio, Massimo Gheda, insegnante di Yoga e Meditazione, Anusara Elements™, sarà finalmente a Messina con un seminario di alto livello sullo Yoga come strumento di terapia. Il nostro grande interesse verso lo Yoga terapeutico ci ha indotto a rivolgere proprio a Massimo, esperto del metodo in questione, qualche domanda: 1. Abbiamo sentito parlare in termini esaltanti degli effetti benefici dello yoga terapeutico sulla salute. Puoi dirci cosa c’è di vero? Ritengo importante precisare che lo yoga terapeutico è definito così per i benefici che potenzialmente può portare nel corpo e di riflesso nella mente ma è tutt’altro che una pratica che può sostituire le cure mediche necessarie. Spesso invece è un valido strumento di supporto alla medicina per alleviare alcuni sintomi e per introdurre nuove abitudini di vita. 2. Si tratta di una nuova specializzazione dello yoga? Non del tutto. Si tratta di un aspetto connaturato allo yoga tradizionale che ha generato un metodo, un approccio specifico definito “yoga terapeutico”. I metodi di yoga sono numerosi e talvolta sono così specifici da definirsi delle specializzazioni ma hanno radici comuni. Lo yoga proviene dall’India ed è frutto di millenni di storia che ne ha costituito l’enorme bagaglio di conoscenza di cui nei giorni nostri possiamo beneficiare appieno. Il termine yoga proviene da una lingua molto antica, il sanscrito, e significa unione. Nel senso stretto, con yoga s’intende l’unione del corpo con la mente e lo spirito attraverso pratiche spirituali che coltivano la consapevolezza del Sé.

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3. Che cos’è l’ Anusara® yoga? Uno dei metodi più giovani e potenti. Il termine “Anusara” significa fluire con la Grazia, cioè porsi in sintonia con ciò che sentiamo profondamente in noi. Esso nasce alla fine del secolo scorso negli Stati Uniti dalla volontà del suo fondatore, John Friend che prese la base del metodo di Iyengar, lo unì alla conoscenza moderna della biomeccanica e alla filosofia tantrica del Kashmir. Nel metodo si trovano codificati dei principi detti “Principi Universali di Allineamento” perché validi in ogni posizione. Essi consentono allo studente di mantenersi sempre nel rispetto del proprio corpo nell’assumere le asana (posizioni di yoga). 4. Quanto è importante nello yoga assumere l’asana- la posizione -perfetta? Quotidianamente nel mio studio di Brescia, insegno che non è importante riuscire assumere l’asana perfetta come vediamo ad esempio sulle riviste specializzate o in internet, ma quello che conta è assumere la migliore asana che il proprio corpo consente, restando nel suo ascolto e nel suo rispetto.

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5. Concretamente come si pratica lo yoga terapeutico? Durante la Pratica dello yoga terapeutico, si utilizza costantemente il corpo imparando ad attivare i muscoli in maniera ottimale, migliorare la respirazione e sostenersi efficacemente con l’apparato scheletrico. Poi, con l’ausilio di mattoncini, cinghie, coperte, sedie, bolster e palline s’interviene a tonificare e rilasciare tensioni muscolari e ad allineare il corpo. Ciò che spesso si percepisce fin dalle prime lezioni è il corpo più elastico e tonico ma con meno tensioni. Questo consente di modificare la postura e gli atteggiamenti durante la propria vita. Il cambiamento solitamente inizia dal corpo e successivamente l’influenza positiva incide sull’umore, sui pensieri e sullo stato d’animo modificandone così anche la percezione della qualità della vita. 6. A chi può servire maggiormente lo yoga terapeutico? Lo yoga terapeutico è una specializzazione dello yoga particolarmente rivolta a chi soffre o intende prevenire dolori di vario tipo: alle articolazioni, tensioni muscolari, lombalgia, cervicalgia, protrusioni, ernie, scoliosi, cifosi, osteopatia, artrite ed artrosi. 7. Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere come insegnante di Yoga? Ciò che mi prefiggo come insegnante di yoga è che al termine di una mia lezione gli studenti abbiano avuto l’opportunità almeno di aver arginato la propria patologia. Se inoltre poi si percepisce un miglioramento, anche lieve, per me è un grande successo, motivo di soddisfazione personale e gioia.  

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Chi è l' Autore:

Vincenzo
Ciao sono Vincenzo Citto, il mio nome in sanscrito è VINAYAKA e mi è stato assegnato dai monaci che ho avuto la fortuna di incontrare nel cammino i quali mi guidano nella meditazione e sono i miei maestri nel Tantra Yoga. Grazie allo Yoga ho trovato la direzione sana e ricca da dare alla mia esistenza e mi trovo, adesso, a percorrere questo luminoso cammino verso la consapevolezza, senza sforzo e senza rinunce ma con pienezza, serena accettazione e amore per la vita.

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